di Luigi Gabriele Omiccioli

Lo scorso 18 gennaio un nuovo terribile terremoto di magnitudo 5.3 verificatosi nel centro Italia ha provocato oltre ad una serie di nuovi gravi danni, una valanga di enormi proporzioni che ha colpito l’Hotel Rigopiano di Farindola, una frazione in provincia di Pescara.

L’enorme massa di neve e ghiaccio staccatasi dalla montagna è scesa ad una tale velocità che ha sotterrato quasi completamente il rinomato Hotel.

Il bilancio definitivo della tragedia è stato di 29 morti.

Dalle macerie dell’albergo sono state fortunatamente estratte vive 11 persone di cui 4 bambini.

È polemica sui ritardi dei soccorsi causati dalle avverse condizioni climatiche.

Le operazioni di scavo che hanno visto impegnati i militari dell’Esercito, i Vigili del fuoco e la Protezione Civile oltre agli esperti del soccorso alpino, sono avvenute con grande lentezza a causa delle avverse condizioni del tempo e dell’impossibilità per i mezzi spazzaneve di raggiungere la zona del disastro.

L’ennesima tragedia che forse si poteva evitare?

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