A cura di Edoardo Bonamico

Ciao sono Edoardo, gioco a calcio che è il mio sport preferito e gioco in porta.

Oggi vi parlerò di due grandi portieri del passato: Barbosa e Zamora.

Il primo è passato alla storia per la sconfitta della nazionale del Brasile contro l’Uruguay, nella finale dei mondiali del Brasile del 1950, che si è tenuta, allo stadio del Maracanà, davanti a tantissimi tifosi.

I Brasiliani erano convinti di vincere e avevano preparato tutto per una grande festa. Diedero la colpa della sconfitta al povero portiere Barbosa, che odiarono per tutta la sua vita, il quale morì solo.

Zamora non era un portiere qualsiasi, era “IL PORTIERE”.

Non era mai tanco, si allenava anche dopo le partite, era temuto dagli avversari. Si narra che ipnotizzasse i rigoristi con lo sguardo.

Volava da un palo all’altro e parava come un Dio.

Le sue parate sono conosciute come le Zamorane.

In Spagna, è ancora molto amato e in suo onore hanno creato il trofeo Zamora, che viene consegnato al portiere più bravo dell’anno.

Queste 2 storie mi hanno insegnato, che lo sport deve unire e non dividere le persone.

 

Edoardo Bonamìco

Ricardo Zamora

Moacir Barbosa Nascimento

 Associazione Culturale "In Puero Spes " Cod. Fisc. 97907030585

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