Il ritardo della documentazione e il rinvio della parte riguardante il Preside del S. Giuseppe- De Merode, Sigismondo Ugo Barbano, è stato fortunato, perché la figlia, Maria Giovanna Barbano, rovistando tra le antiche carte del padre, ha trovato due paginette di un diario (?) interessantissimo e certamente tenuto nascosto per paura di ritorsioni.  Veramente la storia della Resistenza a Roma può aggiungere una bella pagina al periodo dal 26 luglio 1943- al 5 giugno 1944.  Sigismondo, nella sua qualità di Direttore-Preside, ospita un plotone del 13° Reggimento Artiglieria e poi uno del Reggimento Chimico, posti a guardia della “Deutsche Heim” di via Margutta e della “Agenzia Stefani, in piazza di Spagna, dà loro abiti civili, vitto e alloggio, nasconde le armi ed aiuta alcuni a raggiungere Napoli. Il 10 ottobre riceve il primo ragazzo ebreo, Fabio Tedeschi, e riceve i Carabinieri che sono fuggiti dalle caserme di Piazza del Popolo e S. Lorenzo in Lucina. Il comandante tedesco, colonnello Dolmann, residente a Via Margutta, tiene ben d’occhio il portone del S. Giuseppe e dietro denunzie manda ispezioni il 6 novembre 1943, a gennaio 1944, a febbraio, a marzo, aprile, finché il 27 maggio 1944 firma l’ordine di deportazione a carico del Direttore-Preside del S. Giuseppe-de Merode, Sigismondo Ugo Barbano. Tra i rifugiati tanti nomi protagonisti della Resistenza romana, militari e civili: capitano Vigo di Gallidoro, col. Emmeler, col. G. N. Bordòli, ten. Capocaccia del SIM, magg. Galbiati, magg. C. Marzano, il gen. Martelli-Castaldi, medaglia d’oro, e l’avv. Volponi, caduti alle Fosse Ardeatine e i figli ricevuti in collegio. L’ex alunno ing. Vassalli, prima di essere fucilato il 24 maggio 1944 mandò il suo confessore, mons. Nasalli-Rocca, ad avvisare Sigismondo che risultavano gravi responsabilità sul suo conto, che il collegio era descritto come la sede di comitati insurrezionali e luogo di riunione della Democrazia Cristiana: Canaletti, Gronchi, Spataro, Scelba, Battista. A seguito delle informazioni, tre giorni dopo, il 27 maggio, Dolmann firma l’ordine di deportazione di Sigismondo, ma anche lo stesso giorno il Collegio ospita gli Ufficiali del comando insurrezionale, agli ordini del gen. Odone, che ha stabilito l’insurrezione per il giorno 5 giugno 1944. Gianni Polgar, vivente, nella cerimonia del 14 febbraio ha raccontato che nell’atrio della scuola aveva visto ammassati una grande quantità di moschetti, ma lui era bambino e non capiva….

La lettera ufficiale di riconoscimento del titolo di "Giusto delle Nazioni"

conferito a Sigismondo Ugo Barbano

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